lunedì 28 gennaio 2013

Governabilità: maggioranza assoluta? No, nessuna maggioranza !


E’ incredibile come la scelta di rinunciare ai partiti politici e di passare ad una vera democrazia elimini alla base il problema della governabilità.
Oggi ogni partito tutela degli interessi e sostiene delle posizioni dalle quali non si smuoverà mai anche se la dialettica porterebbe a mettere in luce i passaggi logici deboli di una posizione e quindi a far riflettere il singolo individuo in merito ad un possibile cambiamento della propria opinione.
La capacità di mettersi sempre in discussione, di verificare la correttezza dei propri ragionamenti per essere sicuri di aver fatto la scelta migliore fa parte dell’intelligenza umana. Cambiare opinione e ammettere i propri errori è umano e porta a evitare scelte sbagliate solo per una questione di orgoglio, di superficialità o di tutela di interessi.
 Con i partiti politici non è così, non è proprio né possibile né ipotizzabile: il gruppo dirigente studia a tavolino la posizione da tenere in funzione degli obiettivi che vuol raggiungere e degli interessi che vuol tutelare e poi gestisce il dibattito pubblico con l’unica finalità di ottenere consenso in merito alla posizione adottata. I tesserati ad un partito non hanno il compito di ragionare nel merito, ma di argomentare al meglio le tesi del capo, del segretario.
Qualsiasi tipo di dibattito pubblico non comporta la possibilità di giungere ad una visione comune da parte dei partecipanti e nemmeno di far evolvere il dibattito verso posizioni diverse da quelle di partenza. Ogni partecipante infatti segue la linea del partito che è la linea del gruppo dirigente. Insomma il politico durante i dibattiti non parla come individuo dotato di capacità critica, di una propria individualità, ma la sua capacità in funzione della quale viene valutato, votato, considerato è quella di argomentare meglio, in modo più puntuale e pungente del proprio avversario politico la tesi che una ristretta oligarchia (se non un singolo uomo) a capo di un partito decide di adottare rispetto ad una linea politica generale.
A noi sembra del tutto normale, ma, se ci si pensa bene, è a dir poco assurdo. Quindi, al fine di avere una certa parvenza di governabilità, il partito politico ha la necessità di avere una larga maggioranza in parlamento. E’ da notare che non importa se i parlamentari sono dieci, cento o mille, perché ci saranno sempre i soliti quattro o cinque leader che decideranno ciò che ciascun parlamentare dovrà votare.
Il tutto è complicato dal fatto che in realtà ogni proposta di legge viene vagliata da commissioni e sotto-commissioni gestite dai gruppi di pressione che propongono modifiche, emendamenti, ecc. che rendono tutto il processo legislativo una grossa farsa. Il risultato è la promulgazione di una legge che contiene gli elementi salienti di ciò che hanno deciso i pochi leader (che dunque ottengono ciò che vogliono), ma inquinati da modifiche che spesso ribaltano il senso stesso della legge. Corollario non meno rilevante è che ciò viene usato come scusa dai politici per giustificare le anomalie prodotte da queste leggi spesso confuse e quindi è pressoché impossibile imputare precise responsabilità ad alcuno. Confusione, lentezza, mancanza di linearità sono il mare nel quale sguazzano politici e potenti per fare i loro interessi a discapito del resto della stragrande maggioranza della popolazione che non può fa altro che subire la situazione.
Si capisce che così non si va da nessuna parte: la barca è ingovernabile. La soluzione che spesso emerge dai dibattiti è quella di risolvere il problema aumentando le probabilità che un partito detenga la maggioranza assoluta. Questo però ha varie ripercussioni negative tra cui:
a)      Aumenta la probabilità di un assolutismo e una dittatura
b)      Non si risolve il problema del dover rispettare la linea del partito e del suo leader
c)      Non si risolve il problema dei gruppi di interessi o lobby
Proviamo invece a pensare ad un parlamento composto da cento persone indipendenti liberamente elette tramite un sistema elettivo dal basso e che quindi siano espressione della reale volontà popolare.
Queste eleggono un loro rappresentante che diventa il capo del Governo. Le commissioni parlamentari vengono create solo con il fine della consulenza, ma le leggi vengono discusse in modo reale all’interno del parlamento che le deve scrivere ed approvare con doppia votazione: palese e segreta. La doppia votazione è indice del livello di affidabilità del parlamento nel suo complesso.
Ogni discussione su ogni argomento non avrebbe quindi delle posizioni preconcette e potrebbe così sfociare in qualsiasi soluzione con il solo fine del rispetto dei principi della Costituzione. Questo sarebbe un organo legislativo ed esecutivo realmente forte e potente, che premia la meritocrazia. In questo modo sarebbe assicurata la governabilità e il rispetto dei cittadini che sarebbero e si sentirebbero rappresentati.

domenica 13 gennaio 2013

Argomento del Blog

Il motivo per cui ho deciso di scrivere questo Blog nasce dall'esigenza di dar parola a una visione del mondo che non trova riscontri, se non in parte, nell'Universo di Blog e di siti che permeano il Mondo di Internet.
Alla base di tutto c'è la consapevolezza di vivere in un Mondo in cui le certezze non esistono, ma tutti si vantano di averne; quindi il Dubbio e la Ricerca sono elementi costanti e onnipresenti in qualsiasi tipo di argomento e considerazione. Il tutto nella consapevolezza di una profonda ignoranza che sta alla base di ogni essere umano ad ogni livello. Ma anche della forte curiosità di indagare su ogni aspetto della vita per cercare di capire, approfondire, sperimentare in qualità di singolo essere umano, di essere sociale, sotto il profilo materiale e spirituale. In una parola: per crescere.

Perché condividere tutti i miei pensieri, le mie valutazioni in un Blog?

La vera ragione credo risieda nella risposta che in questi anni ho dato alla domanda per eccellenza: perché vivo? Perché sono al Mondo? Le risposte che mi sono dato sono molteplici, ma paradossalmente hanno tutte una matrice comune: vivo per la Vita. Senza addentrarmi troppo in discorsi filosofici, ma solo per spiegare le ripercussioni immediatamente pratiche di queste conclusioni, sento la necessità di dare un contributo a ciò che io stesso sono nella vita come individuo e di ciò che non sono io come individuo, ma come parte di una biosfera e, ancor più estesamente, come parte di ciò che è.

Per essere ancora più pratico, penso che il futuro del Mondo sia l'espressione della somma delle azioni di ciascuno di noi. Non esiste un Grande Vecchio che di cui siamo schiavi, ma siamo artefici del nostro futuro. Ciò non significa che siamo come Neo di Matrix.
Mi spiego meglio: in fisica il movimento di un oggetto è dato dal risultato della somma dei singoli vettori di forza a cui l'oggetto è sottoposto. Allo stesso modo il mio futuro, quello dei miei figli e quello del mondo a cui appartengo, sarà dato dalla risultante della forza di ciascuno di noi. Una forza che, come per i vettori, avrà una certa lunghezza (quindi una certa intensità-forza) e una certa direzione. Pertanto, con questo Blog, voglio contribuire a far muovere il Mondo in una certa direzione con la forza di cui dispongo.

Più persone saranno consapevoli di questo e più sarà probabile che il Mondo vada nella direzione che faccia gli interessi delle persone stesse. Infatti oggi ritengo che le persone non abbiano più la capacità di governare la propria vita e il Mondo, ma si fanno guidare e seguono ciò che il Mondo propone loro.

Il Blog serve a dar visibilità e condividere tutto questo e quindi mi aspetto di ricevere degli input da chi legge il Blog che mi consentano di modificare o tarare meglio la direzione del mio vettore, ma anche di aumentare le persone che contribuiscano a remare in questa direzione e dunque, di conseguenza,  il Mondo si muoverà con più forza ed in maggior modo in una certa direzione.

Il tutto nella convinzione che la direzione che ho in mente, sia quella che porti ad aumentare il livello di felicità e di benessere mio, dei miei figli, dei miei simili e dell'ambiente in cui viviamo.